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  • Diego Mengarelli

GOMITATA

Oggi parleremo della GOMITATA


Non smetteremo mai di ripetere che il nostro scopo è quello di evitare lo scontro, ma non sempre è possibile, per questo il Krav Maga ci mette a disposizione molteplici strumenti di attacco: uno dei più usati ed efficaci a corta distanza o distanza ravvicinata è la GOMITATA.


In questo post analizzeremo uno dei colpi più comuni e istintivi quando le distanze sono corte e capiremo come utilizzarlo in base alle circostanze.


Le braccia e le mani istintivamente sono tra i primi strumenti di difesa e di attacco del nostro corpo, sono gli arti che più vengono utilizzati, ad ogni minimo accenno di pericolo le braccia e le mani ci proteggono come ad esempio in una caduta e attaccano come ad esempio scacciare un insetto, ma quando il pericolo è molto vicino allora i gomiti diventano il nostro strumento di difesa e di attacco più efficace.


La GOMITATA è un colpo utilizzato a corta distanza che può essere sferrato sia dalla posizione SEMIPASSIVA che dalla posizione di GUARDIA.


Questo tipo di colpo può essere sferrato solo se l'aggressore o gli aggressori sono molto vicini o se decidiamo noi di chiudere la distanza per attaccare velocemente.

La GOMITATA non richiede forza, la parte del braccio che colpisce è l'osso e l'impatto sul viso dell'aggressore crea sempre danni.


Ogni GOMITATA viene sferrata con la mano aperta, questo evita la contrazione dei muscoli e aumenta la velocità di esecuzione, possiamo utilizzare movimenti orizzontali e verticali in base alla posizione delle nostre braccia e a quella dell'aggressore.

Analizziamo come colpire e quali zone colpire in base alla posizione dell'aggressore.

  • GOMITATA ORIZZONTALE AVANTI (figura 1): l'aggressore è di fronte a noi a distanza ravvicinata, il nostro gomito si alza ed esegue un movimento orizzontale verso il viso dell'aggressore, la mano è aperta e arriva a sfiorare l'orecchio opposto al braccio, questo permette di essere protetti mentre sferriamo il colpo. Il punto del braccio che impatta va dall'osso del gomito all'avambraccio. Il braccio che non colpisce si posiziona in guardia a protezione del viso.

  • GOMITATA ORIZZONTALE LATERALE (figura 2): l'aggressore è laterale rispetto a noi a distanza ravvicinata, Il nostro gomito si alza a protezione del viso, il busto si inclina lateralmente dalla parte opposta, la testa si gira lateralmente per osservare cosa accade e se effettivamente corriamo un rischio il braccio esegue un movimento orizzontale verso il viso dell'aggressore, il punto del braccio che impatta è quello che va dall'osso del gomito alla parte bassa del tricipite. Il braccio che non colpisce si posiziona in guardia a protezione del viso.

  • GOMITATA ORIZZONTALE POSTERIORE (FIGURA 3): l'aggressore si trova dietro di noi a distanza ravvicinata, il nostro gomito si alza a protezione del viso, il busto si inclina in avanti, la testa si gira per osservare cosa accade e se effettivamente corriamo un rischio il braccio esegue un movimento orizzontale verso il viso dell'aggressore, il punto del braccio che impatta è quello che va dall'osso del gomito alla parte bassa del tricipite. Il braccio che non colpisce si posiziona in guardia a protezione del viso.

  • GOMITATA VERTICALE AVANTI (FIGURA 4): l'aggressore è di fronte a noi a distanza ravvicinata, il nostro gomito si alza ed esegue un movimento verticale verso il mento dell'aggressore, la mano è aperta e arriva a sfiorare l'orecchio, questo permette di essere protetti mentre sferriamo il colpo. Il punto del braccio che impatta va dall'osso del gomito all'avambraccio. Il braccio che non colpisce si posiziona in guardia a protezione del viso.

  • GOMITATA VERTICALE AL BUSTO (figura 5): l'aggressore si trova dietro di noi a contatto, la testa si gira per osservare cosa accade e se effettivamente corriamo un rischio il braccio esegue un movimento verticale verso busto dell'aggressore, il punto del braccio che impatta è quello che va dall'osso del gomito alla parte bassa del tricipite. Il braccio che non colpisce si posiziona in guardia a protezione del viso.

  • GOMITATA VERTICALE POSTERIORE (figura 6): l'aggressore si trova dietro di noi a distanza ravvicinata, il nostro gomito si alza a protezione del viso, il busto si inclina in avanti, la testa si gira per osservare cosa accade e se effettivamente corriamo un rischio il braccio esegue un movimento verticale verso il mento dell'aggressore, il punto del braccio che impatta è quello che va dall'osso del gomito alla parte bassa del tricipite. Il braccio che non colpisce si posiziona in guardia a protezione del viso.

  • GOMITATA VERTICALE AVANTI BASSA (figura 7): abbiamo già intrapreso una colluttazione con l'aggressore e siamo riusciti a farlo abbassare, a questo punto possiamo sferrare la GOMITATA, le gambe si flettono per dare maggiore potenza, colpiamo con l'osso del gomito la schiena o la parte posteriore della testa. Il braccio che non colpisce si posiziona in guardia a protezione del viso.

La postura del corpo è molto importante, la forza della GOMITATA non è data solamente dal braccio, ma anche da spalla, bacino e gambe.


La GOMITATA, come qualsiasi altro strumento del Krav Maga, può essere in combinazione ad altri colpi per rendere più efficace la nostra risposta all'aggressione.

La combinazione di più colpi costituisce una tecnica.


Lo scopo finale di ogni attacco è quello di procurarsi il tempo per la fuga: se il colpo che sferriamo ci permette di poter fuggire dobbiamo farlo immediatamente e poi chiamare le forze dell'ordine.

Il nostro attacco continua solo se non ci sono vie di fuga disponibili.


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